La strega

dei bottoni

Liberamente tratto dall'omonimo libro

scritto da

Dott. Roberto Pili

e Regina Obino

Adattamento teatrale e regia:

Ivano Cugia

Con:

Michela L. Cogotti Valera

Ivano Cugia

Andrea Gandini

 

Costumi:

Stefania Dessì

Progetto video:

Ivano Cugia

Foto:

Carla D'Alberto

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Il libro “La strega dei bottoni”, di Roberto Pili e Regina Obino, narra l’universalità dell’esperienza di malattia, collocando gli eventi nel periodo nuragico ed accompagnando il lettore nel percorso di adattamento alla malattia da parte della famiglia e della comunità. Quando la malattia irrompe nella vita di una persona, la vita cambia e cambiano la quotidianità, le relazioni ed i progetti: niente è più come prima. La favola della Strega dei Bottoni descrive con attenzione e sensibilità questo cambiamento, proponendo l’esperienza del piccolo Ardi di fronte alla malattia. La strega rappresenta la malattia, ma anche il motivo di una collaborazione di tutta la comunità, che si stringe attorno al bambino ed alla sua famiglia. Il ruolo del supporto della famiglia e della comunità è ben evidente nella favola: grazie a questo, la stessa strega, da cattiva diventerà buona e la malattia, da fonte di stress e di disturbo, diventerà fonte di crescita post-traumatica. Si vivrà un parallelismo tra la storia di Luca, un bambino dell’era moderna, e quella del giovane Ardi, protagonista della favola. Un avvenimento inatteso irrompe nella vita di Luca. La sua spensieratezza viene interrotta. Marco, il suo migliore amico, da alcuni giorni non sta tanto bene e per tal ragione non frequenta più la scuola. La situazione di Marco è grave e Luca non riesce a capire cosa possa essere successo al suo amico. La madre, per rassicurarlo, gli racconterà la favola della Strega dei bottoni e della miracolosa guarigione del giovane Ardi. Il lieto fine di questa favola è un meraviglioso insegnamento che porta alla luce l’amore per se stessi e per il prossimo, in un antichissimo “rituale” di collaborazione e condivisione. Dalla malattia alla benattia: malattia, il cui nome denota qualcosa di “male” e di “negativo” viene tramutata in quella che potremmo chiamare “benattia”, ovvero un processo che rigenera il corpo e aiuta a crescere, dando un senso alla vita e alla malattia stessa e attivando un processo di autoguarigione, portando nella vita delle persone meravigliosi cambiamenti.

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